Who I am

Alba Gnazi

Le parole sono una chiave e un ponte, un codice privilegiato e misterioso, un canto: leggo da quando ne ho memoria.
Ancorata alla Musica, trattengo chimere sotto le unghie e mi ricompongo nella luccicanza di gioie minute, a metà tra il surreale e la strada.
E di vagare non smetto.


Iole Troccoli - Questo mi fa ottobre

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Questo mi fa ottobre
E le ragioni che primeggiano 
spavalde 
sul mare latta argento
e i fuochi accesi sulle ferrovie
questo malanimo che non si spegne
i dritti e i rovesci 
sul dolore di schiena che affligge
la mattina presto 
davanti all'uscio, come una contessa 
senza vesti
e i gorgoglii, dell'aria prime voci
dentro un pantano di stoviglie
e dire sì e no, e poi ancora no e sì
e così via fino alla luce che si cola giù dal vetro
la fragranza del pane, il letto che se procedi arretra
il vicino impettito
la surfinia che si muore sul balcone
al vento e alla pioggia
(sulle avvertenze è scritto 
che teme sbalzi dall'autunno
fino a tutto inverno)
e poi mi chiedono: “Si vuol sedere?”
Allora sono vecchia, andata, out, fuori misura
che te lo dico a fare, infine chioserebbe Lefty
la mia letteratura da bambina, Dingo cane giallo
abiti azzurri e rosa delle fate grasse
la pizza al venerdì come una medicina
papà che mi racconta i suoi ricordi:
“Ora che non ci vedo più mi tornano alla mente
quelle castagne buone sul fare di un tramonto
in Piazza Santa Maria Novella 
ero felice e non lo sapevo”.
Lo sai adesso, gli rispondo, 
e lui non può vederlo il groppo in gola
che mi risale in lacrime 
benedettissimo di un uomo tutta tenerezza.
E poi la crema per il viso 
e il conto delle nuove 
rughette a perdersi tra la risata
e il mento 
sembrano pesciolini nuovi 
u cicinieddu con un cucchiaio d'olio
che poi avrei voluto vivere altrove 
sempre 
dentro una marina
ad arrostirmi senza le ombre della colpa. 
Questo mi fa ottobre da quando non ci sei 
ho appeso i quadri tuoi 
la casa è calda adesso, dorata di chiaroscuri 
lenta da addormentare quando fa notte, bella.
Mi manca la tua voce 
un tuo segreto nuovo da sbandierare 
insieme, all'ora di merenda
il tuo sorridere alle nuvole 
la camminata lesta, ancora gli occhi verdi. 
Non so come finirla questa baggianata 
parole come scale 
lunghi tragitti che sembrano corridoi antichi. 
Tu siedi tra la polvere e libri mangiucchiati. 
Ti muovi, mi assorbi, mi ribello. 
Vorrei quel tuo cappello viola, lì, all'ingresso.



Iole Troccoli 12 ottobre 2015; Img by Dennis Auburn

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