Who I am

Alba Gnazi

Le parole sono una chiave e un ponte, un codice privilegiato e misterioso, un canto: leggo da quando ne ho memoria.
Ancorata alla Musica, trattengo chimere sotto le unghie e mi ricompongo nella luccicanza di gioie minute, a metà tra il surreale e la strada.
E di vagare non smetto.


Prospicienze (Senectus) - A.


(Vecchiezza. Senilità. Attitudine al vivere.)

Sono belli, i vecchi invecchiati di giorno. Hanno facce ferme a prima del tramonto e occhi vividi di consapevole resistenza agli urti; righe bianche e fatiche asciugate dormendo. Hanno domeniche e ciarle con i vecchi uguali a loro, pasta asciutta e nipoti con cui pranzare. Li vedi stretti all'ora dell'uscita da scuola, in attesa anzitempo: quando la campana li libera si spalancano ovunque, impazienti, feroci di baci non dati.
C'è chi invecchia a notte, contratto e oscuro di qua o di là da un vetro, un'alba, un faro, un libro, un figlio, un' ossessione.
Con i passi spezzano geografie, con i piedi ne compiono.
Hanno gonfie le fronti, spellati i gomiti. Fumano: anche se hanno smesso da anni.
C'è nessuno dietro a quel ricordo? A quella porta? A quella lettera, quella voce, quel brivido sul collo, quel terrore, quel buio? Quel tempo e quegli anni, quella gente e quelle persone, quella sola madre. Quello sguardo ricambiato in ogni specchio in ogni sogno in ogni pozza. Alleati e non amici. Complici e non confidenti.
Le ore stantuffano riflessi sui muri, veglie notte a notte mai uguali, sempre quelle.
Gli occhi spessi e incanagliti non reggono più letture lunghe, lacrimano fitto, in scontro aperto con la smania lunga un battito di
... ma cos'è che stavo dicendo?

[Chi invecchia a notte ha poeti tra lo sterno e la memoria. 
Leggendo contengo le mie moltitudini. 
(Sei troppo giovane per invecchiare e parlar di vecchi.) (Dammi tempo. Vedrai.)]

Alba Gnazi, 21.1.16

Img: De Chirico, Manichini in riva al mare, part.

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