Who I am
Alba Gnazi
Le parole sono una chiave e un ponte, un codice privilegiato e misterioso, un canto: leggo da quando ne ho memoria.
Ancorata alla Musica, trattengo chimere sotto le unghie e mi ricompongo nella luccicanza di gioie minute, a metà tra il surreale e la strada.
E di vagare non smetto.
Le parole sono una chiave e un ponte, un codice privilegiato e misterioso, un canto: leggo da quando ne ho memoria.
Ancorata alla Musica, trattengo chimere sotto le unghie e mi ricompongo nella luccicanza di gioie minute, a metà tra il surreale e la strada.
E di vagare non smetto.
sabato 27 giugno 2015
Studiate figli. Studiate a sangue. Studiatevi via le mani, la pelle, le vacanze, la paga. Studiate nelle scuole, tutte: di danza, musica, pittura, pubbliche, coi vostri insegnanti che vi tengono le mani e su, le mani e su, le mani e su.
Studiate fino all'ultimo, fino alla prossima generazione, fino a non sapere più che cielo si è fatto, fino a sapere sempre perfettamente quale stella v'accarezza. Studiate per tutti gli abbracci che ancora non avete dato, per le soddisfazioni che ancora non vi siete presi, per rinnovare promesse col vostro demone interno, per lo specchio negli occhi di vostra madre, per aggirare politicanti e fame, per venirvi incontro in tutti i modi possibili.
Studiate e non credete a chi dice che è inutile. Parlare dicendo che sia inutile è di chi ha la pancia piena. Parlare dicendo che sia inutile è di chi ha paura: di voi, in primo luogo. Parlare dicendo che sia inutile è di chi è deluso. Non è il vostro parlare, non è il nostro, non è il mio, che ancora non smetto. Di fumare ho smesso, di studiare non riesco.
Studiare è una lotta, una sfida: a noi per noi, a noi contro di noi, e per e contro tutto ciò che viene a modificarvi il cammino e la visione, non sempre con l'intenzione di renderveli migliori: anzi.
Studiate, figli. Non date retta. Studiate.
Alba Gnazi
[Foto di Alba Gnazi, Livorno - Estate 2014]
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