Who I am

Alba Gnazi

Le parole sono una chiave e un ponte, un codice privilegiato e misterioso, un canto: leggo da quando ne ho memoria.
Ancorata alla Musica, trattengo chimere sotto le unghie e mi ricompongo nella luccicanza di gioie minute, a metà tra il surreale e la strada.
E di vagare non smetto.


sabato 13 dicembre 2014

Rosso Tiziano - A.

Venere di Urbino, Tiziano Vecellio


Dalle alture della tua voce,
rumoroso crocevia di andirivieni
che s’infiuma e s’inversa di cirri poesia e pelle,
aspergi aliti e inni, e opre e fole
sui prosceni della mia schiena, abside immota
d’ire senza inverno, dirupo d’ogni tuo cielo
in imperitura attesa.

Folle piovane inciampano nei tuoi occhi,
prospere d’ insania e devozione all’attimo che muta:
non tu, non tu
che a crudeltà e amore t’impigli
arreso alla finestra, prossimo e tenace:
di tempeste fuor d’altrove mi vestono i tuoi sguardi
e cos’altro, se non questo triangolo di verginale, demoniaca cattura
posso offrirti, cos’altro se non
il tiziano dei miei capelli, accosciati su stinti candori, sui
grovigli delle tue dita spalancate come cortili
d’infanzie zuppe di sole e siesta, cos’altro:
se non queste sillabe allunate tra labbra e pena, e
l’ottuso, riottoso rimbombo di scansati malumori,
di guardinghe solitudini in mistura imponderata
tra gli abbozzi d’un tramonto, l’intonaco del tuo odore,
le sete in disavanzo di vanesse ormai lontane.



 A. 26.6.13
·         Oggi
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